Sabina Dallasta – Arteterapeuta | Boretto (RE) | Parma

Sabina Dallasta è arteterapeuta a Boretto (RE) e Parmaspecializzata nelle arti grafiche, pittoriche, plastiche e visive.

A Parma riceve presso Artesalute, spazio Interdisciplinare di Arte, Relazione e Salute.

Propone percorsi individuali e di gruppo, laboratori creativi e terapeutici, incontri online rivolti a persone di diverse età.

Il suo lavoro nasce da una convinzione profonda: quando le parole non bastano, il colore, il gesto e la creatività possono diventare un linguaggio attraverso cui esprimere ciò che sentiamo.

L’arteterapeuta è una figura professionale che attraverso specifici studi, acquisisce le competenze teoriche e metodologiche necessarie per favorire la propria qualità il benessere dell’individuo e della comunità, offrendo presenza, ascolto e tempo affinché ciascuno possa entrare in relazione con ciò che emerge.

Nei suoi percorsi non serve saper disegnare e non serve considerarsi creativi.

Non c’è nulla da dimostrare e nessun risultato estetico da raggiungere. C’è invece uno spazio protetto, lento e senza giudizio in cui fermarsi, ascoltarsi e dare forma a emozioni, pensieri ed esperienze attraverso immagini, materiali e colori.

Arteterapia: creare senza dover essere artisti

Fare Arteterapia non significa imparare a realizzare un bel disegno.

È il processo creativo a essere importante: ciò che accade mentre scegliamo un colore, tocchiamo un materiale, lasciamo un segno o osserviamo ciò che abbiamo creato.

Sabina non interpreta l’opera, non corregge il gesto e non attribuisce significati prestabiliti a forme o colori. Sabina Ascolta, osserva, accompagna.

L’arte diventa così uno strumento per favorire espressione, consapevolezza, rilassamento e contatto con il proprio mondo interiore “mente e corpo”.

Una formazione tra arte, educazione e relazione d’aiuto

Il percorso professionale di Sabina nasce da una lunga familiarità con il mondo dell’arte, del disegno e dell’infanzia.

Dopo il diploma, nel 1991, come disegnatrice lavora per diversi anni come grafica e progettista creativa, collaborando anche con realtà dedicate ai bambini.

Nel tempo approfondisce la terapia del colore e lo studio del colore secondo Max Lüscher, occupandosi anche lettura del disegno e dello scarabocchio. 

Integra inoltre il riaddestramento respiratorio attraverso il Metodo Buteyko e sviluppa competenze educative anche grazie alla lunga esperienza come capo scout AGESCI con bambini e ragazzi.

Tra il 2020 e il 2023 completa una formazione triennale di 1.600 ore in Arte Terapia presso Art Health Therapy School di Bertinoro (FC) , dedicata alle arti grafiche, pittoriche, plastiche e visive.

Nel 2023 consegue inoltre il Diploma di Arteterapia presso il Centre Culturel Européen Jean Monnet di Bruxelles, discutendo con valutazione di 110 e lode la tesi “Arte Terapia come Attività Complementare nel Trattamento dei Sintomi della Malattia di Parkinson”.

È iscritta ai registri professionali degli arteterapeuti e continua ad aggiornare la propria formazione. Professione disciplinata dalla legge 4/2013.

Accanto al percorso artistico e professionale, Sabina studia da molti anni psicologia, scienze dell’educazione e della formazione e del comportamento, che contribuiscono ad ampliare il suo sguardo sulla persona.

Percorsi individuali, laboratori creativi e terapeutici

Sabina accompagna persone di diverse età attraverso percorsi individuali, incontri di gruppo, workshop esperienziali e laboratori di arteterapia, consulenze genitoriali, consulenza di coppia.

Con gli adulti crea spazi in cui rallentare, entrare in contatto con le proprie emozioni e dedicarsi un tempo personale.

Con bambini e ragazzi utilizza il linguaggio creativo per favorire espressione, fiducia, attenzione e possibilità di comunicare anche ciò che può essere difficile raccontare attraverso le parole.

Nelle scuole porta l’arteterapia anche all’interno di progetti dedicati all’inclusione di bambini con autismo e sviluppa attività di team building rivolte ai docenti.

Sabina lavora in diversi contesti preventivi, riabilitativi e terapeutici.

Lavora inoltre con gruppi, associazioni, enti e realtà sociali, adattando attività, materiali e modalità alle persone e al contesto.

Arteterapia nei contesti educativi, sanitari e di fragilità

Una parte significativa dell’esperienza di Sabina riguarda i progetti educativi, inclusivi, sanitari e di supporto alla persona.

Nel tempo ha collaborato con scuole, cooperative, associazioni, RSA, Caffè Alzheimer, servizi alla persona e realtà sanitarie, portando l’arteterapia in contesti legati alla disabilità e alla fragilità.

Dal 2021 partecipa a progetti dedicati a persone con Parkinson, Alzheimer, Sclerosi e altre malattie neurodegenerative, attraverso attività di arteterapia rivolte anche alle capacità grafiche, alla coordinazione e all’espressione personale.

Dal 2023, presso il Presidio Ospedaliero Riabilitativo di Bozzolo (MN), collabora all’interno di équipe multidisciplinari insieme a figure come logopedisti, neuropsicologi, neurologi, terapisti occupazionali e fisiatri.

In questi ambiti l’arteterapia si inserisce come attività complementare e non sostituisce diagnosi, terapie o percorsi sanitari.

Quando arte e natura si incontrano

Tra i progetti che raccontano meglio il suo approccio ci sono le esperienze realizzate negli Orti Sociali di Boretto(RE).

Qui l’attività creativa incontra la natura: terra, colori, profumi, materiali e ritmi dell’ambiente diventano parte dell’esperienza.

Il laboratorio esce così dagli spazi tradizionali e diventa anche occasione di incontro, socialità e inclusione, in un contesto che invita naturalmente a rallentare e osservare.

Uno spazio senza giudizio

Nel modo di lavorare di Sabina c’è una parola che ritorna spesso: tempo.

Tempo per fermarsi, per creare senza preoccuparsi del risultato, per riconoscere un’emozione prima ancora di riuscire a darle un nome.

L’arteterapia può offrire una occasione  per esprimersi, favorire il rilassamento e sviluppare una maggiore consapevolezza di sé attraverso il processo creativo.

Perché non sempre ciò che sentiamo trova immediatamente le parole per essere raccontato.

A volte può iniziare da un colore, da un’immagine, da un segno lasciato su un foglio, o semplicemente da uno sguardo, un movimento del corpo, da un silenzio.

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