Alice Orlandelli è Eating Designer e progetta esperienze sensoriali e creative in cui il cibo diventa linguaggio, materia e strumento di relazione.
Il suo lavoro parte da una domanda: e se progettassimo non soltanto ciò che mangiamo, ma anche il modo in cui viviamo il cibo?
Per Alice, infatti, mangiare non significa semplicemente consumare qualcosa. Il cibo è fatto di gesti, colori, consistenze, ricordi e relazioni.
È ciò che accade mentre scegliamo, tocchiamo, assaggiamo e condividiamo.
Da questa visione nascono esperienze che invitano a uscire dagli automatismi, rallentare e osservare ciò che accade intorno — e dentro — a un tavolo.
L’Eating Design mette insieme design, cultura gastronomica, creatività e relazione per progettare non semplicemente un piatto, ma tutto ciò che accade intorno all’esperienza del mangiare.
Il cibo diventa così un punto di partenza per attivare i sensi, creare connessioni e generare nuovi modi di osservare noi stessi, gli altri e il luogo che ci ospita.
Alice sviluppa esperienze per eventi, aziende, realtà culturali ed educative, cantine, ristoranti, hotel, musei e spazi che desiderano utilizzare il cibo in modo originale, partecipativo e consapevole.
Ogni progetto nasce dal contesto, dagli obiettivi e dalle persone che lo attraverseranno.
L’esperienza può essere progettata interamente su misura oppure sviluppata a partire da una selezione di format di repertorio già attivabili.
Nei laboratori progettati da Alice si sperimenta con forme, colori, consistenze, sapori e significati.
Non serve saper cucinare e nemmeno sentirsi particolarmente creativi. L’obiettivo non è realizzare qualcosa di perfetto, ma lasciarsi coinvolgere dal processo.
Il cibo diventa materia con cui sperimentare. Osservando ciò che emerge, per scoprire un modo diverso di stare a tavola: meno automatico, più curioso e presente.
Da settembre 2026 Alice propone le sue attività anche a Parma, presso Studio Artesalute, spazio interdisciplinare dedicato al benessere della persona gestito dall’arteterapeuta Sabina Dallasta.
Qui Eating Design, creatività e dimensione sensoriale trovano spazio attraverso laboratori ed esperienze dedicate.
L’approccio si ispira ai principi dell’Intuitive Eating e dell’alimentazione non prescrittiva: ascoltare i segnali del corpo, riconoscere fame e sazietà, osservare emozioni e automatismi e ridurre la rigidità delle regole alimentari.
Attraverso attività pratiche e sensoriali, Alice invita a osservare abitudini, emozioni e automatismi legati al cibo, senza trasformare l’esperienza in un insieme di regole o prescrizioni.
Sono percorsi che possono trovare spazio in contesti educativi, aziendali e pubblici, dove l’esperienza diventa occasione di confronto e consapevolezza.
L’approccio ha una finalità educativa ed esperienziale, non clinica, e non sostituisce percorsi psicologici, nutrizionali o sanitari.
Anche nei contesti professionali il cibo può diventare uno strumento sorprendente per creare relazione.
Alice progetta team building esperienziali nei quali le persone sono invitate a collaborare, ascoltarsi e sperimentare attraverso attività costruite intorno al cibo.
L’esperienza interrompe le dinamiche abituali del luogo di lavoro e crea un terreno d’incontro più sensoriale e partecipativo.
Accanto ai team building, Alice offre anche consulenza creativa per aziende, brand e realtà che desiderano sviluppare eventi, format o progetti culturali ed enogastronomici.
Il punto di partenza è sempre l’ascolto: della storia, dei valori, del prodotto, del luogo e delle persone a cui il progetto è destinato.
Da ciò che emerge, Alice costruisce connessioni inaspettate e genera nuove possibilità: idee, concept, format e modi originali di raccontare o far vivere ciò che l’azienda già possiede.
È qui che entra il suo twist creativo: osservare una realtà esistente da prospettive diverse e trasformarla in qualcosa che prima non era ancora stato immaginato.
L’Eating Design può uscire dalla tavola e trasformarsi anche in spazio, installazione e racconto.
Alice realizza installazioni e mostre in cui il cibo diventa forma, gesto e linguaggio. Il pubblico non è soltanto spettatore, ma viene invitato a entrare nell’esperienza, interagire e interrogarsi.
È qui che la contaminazione tra gastronomia, arte e design diventa particolarmente evidente: il cibo non viene semplicemente mostrato o degustato, ma utilizzato per generare significati.
Il percorso di Alice racconta bene la natura multidisciplinare del suo lavoro.
Dopo la laurea in Business Administration and Management all’Università Ca’ Foscari Venezia, sceglie di tornare alle proprie origini: è cresciuta nel forno dei nonni, tra gesti, profumi e relazioni costruite intorno al cibo.
Approfondisce così il rapporto tra gastronomia, cultura e progettazione attraverso il Master in New Food Thinking presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dedicato a temi che intrecciano cibo, arte, filosofia, sostenibilità, media e tasting.
Successivamente intraprende la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, avvicinandosi sempre più alla relazione tra esperienza, comportamento, benessere e alimentazione.
Percorsi diversi che oggi convergono nel suo modo di lavorare: osservare il cibo da più prospettive e trasformarlo in esperienze capaci di lasciare qualcosa alle persone.
Perché il cibo può essere molto più di ciò che troviamo nel piatto.
Può raccontare una storia, creare una relazione, risvegliare un ricordo o aprire un nuovo punto di vista.
È qui che si trova il cuore del suo Eating Design: il cibo non come punto di arrivo dell’esperienza, ma come punto di partenza.




