Nicolò Mazza è insegnante di meditazione e mindfulness a Vicenza e provincia. Propone corsi di gruppo, lezioni individuali e percorsi online per chi desidera avvicinarsi alla meditazione o approfondire la propria pratica.
Il suo incontro con la meditazione risale a poco più di vent’anni, quando inizia un percorso che lo porta a praticare Zen e Vipassana, partecipare a numerosi ritiri intensivi e studiare con diversi maestri.
Per molto tempo la pratica rappresenta soprattutto uno spazio personale: un modo per approfondire la conoscenza di sé, coltivare l’attenzione e sviluppare una maggiore familiarità con la propria esperienza interiore.
A un certo punto, però, qualcosa cambia. Nasce il desiderio di portare ciò che ha imparato fuori dalla propria esperienza, condividerlo con altre persone e creare occasioni in cui praticare insieme.
Oggi la meditazione è al centro del suo lavoro, ma continua a essere prima di tutto parte della sua vita.
Alla lunga esperienza personale Nicolò ha affiancato negli anni una formazione specifica.
Ha conseguito il Master di Mindfulness – Internationally Certified Mindfulness Training (ICMT), ottenendo il titolo di Istruttore Master di Mindfulness, e certificazioni in Mindfulness Professional Trainer, Mindful Eating, Mindfulness Psicosomatica, Mindful Self-Compassion e Creativity Mindfulness.
Il suo percorso di ricerca comprende inoltre lo studio della musica indiana al Conservatorio, insieme all’approfondimento della filosofia orientale e del sanscrito.
Esperienze diverse che gli hanno permesso di avvicinarsi alla pratica non soltanto attraverso le tecniche meditative, ma anche attraverso le tradizioni e il pensiero da cui alcune di esse provengono.
Per Nicolò meditare non significa cercare di essere sempre calmi, eliminare le emozioni o costruire una vita al riparo da ciò che può destabilizzarci.
Dopo anni in cui aveva lasciato molto spazio al silenzio, alla meditazione e alla ricerca interiore, tornare a esporsi maggiormente alla vita gli ha fatto incontrare di nuovo entusiasmo, aspettative, ansia, dubbi e vulnerabilità.
Quello che inizialmente gli sembrava quasi un passo indietro è diventato una nuova consapevolezza: essere presenti non significa diventare impermeabili a ciò che accade.
La pratica serve, piuttosto, a stare in relazione con la vita mentre accade, riconoscendo ciò che sentiamo senza dover necessariamente controllare, risolvere o allontanare ogni esperienza difficile.
È una visione che attraversa profondamente il suo modo di insegnare: la meditazione non come parentesi separata dalla quotidianità, ma come qualcosa che può cambiare il modo in cui la attraversiamo.
Negli incontri Nicolò accompagna gradualmente corpo e mente verso la meditazione attraverso pratiche diverse.
Il lavoro può comprendere meditazione camminata e guidata, pratiche di mindfulness e concentrazione, tecniche di respirazione e, in relazione al percorso proposto, elementi ispirati alla tradizione Vipassana.
Il respiro viene utilizzato come strumento per esplorare la relazione tra corpo e attenzione, mentre nella meditazione l’osservazione può rivolgersi a sensazioni corporee, pensieri, emozioni e percezioni.
Accanto alla pratica trovano spazio anche momenti di condivisione e approfondimento ispirati alla tradizione buddhista e alla filosofia dello yoga.
Non è necessario avere esperienza: si può iniziare dalle basi e costruire progressivamente la propria pratica.
C’è un’idea che Nicolò considera particolarmente importante: la meditazione non dovrebbe diventare l’ennesimo strumento da consumare per sentirsi meglio per qualche momento.
Un video, un’app o una pratica occasionale possono offrire sollievo. Ma coltivare una relazione con la propria interiorità richiede qualcosa di diverso: tempo, continuità e disponibilità a incontrare anche ciò che non è immediatamente piacevole.
Per questo Nicolò distingue tra avere pace ed essere in pace. La prima può dipendere dalle condizioni intorno a noi; la seconda è qualcosa che si costruisce nel tempo e che può accompagnarci anche quando la vita si complica.
La disciplina, in questa prospettiva, non significa pretendere il massimo da sé ogni giorno. Significa presentarsi alla pratica con continuità, anche solo per pochi minuti, senza trasformarla in una corsa verso un risultato.
Uno dei temi che ritorna maggiormente nel pensiero di Nicolò è il rapporto con ciò che normalmente consideriamo ordinario.
La luce che entra da una finestra, una sensazione del corpo, il ritmo del respiro, ciò che vediamo mentre camminiamo: spesso siamo fisicamente presenti mentre la mente è già altrove.
La meditazione allena proprio la possibilità di interrompere alcuni automatismi e tornare a ciò che sta accadendo.
Non soltanto per gestire meglio lo stress o aumentare la concentrazione, ma per recuperare la capacità di osservare, sentire e accorgersi anche di ciò che normalmente passa inosservato.
La meraviglia, nella sua visione, non richiede necessariamente esperienze straordinarie. Può emergere quando torniamo ad abitare con maggiore attenzione ciò che è già qui.
La dimensione del gruppo occupa un posto importante nel lavoro di Nicolò.
Condividere la pratica significa incontrare altre persone che hanno scelto di fermarsi, creare uno spazio comune di silenzio e poter vivere un’esperienza in cui sentirsi accolti e non giudicati.
Nicolò propone corsi settimanali di meditazione e mindfulness in diverse sedi tra Vicenza e provincia:
Sono disponibili anche lezioni individuali e online, pensate per chi desidera costruire un percorso più specifico sulla propria esperienza e sulle proprie esigenze.
Per Nicolò la meditazione non serve a diventare una versione perfetta, imperturbabile o sempre centrata di noi stessi.
Può insegnarci qualcosa di più concreto: riconoscere quando stiamo cercando di controllare ogni cosa, quando la mente corre continuamente verso il prossimo obiettivo e quando, invece, possiamo concederci di stare con ciò che stiamo vivendo.
È anche un tema che Nicolò porta nel suo racconto rivolgendosi agli uomini, spesso educati soprattutto al fare, risolvere problemi ed essere forti. Non tutto, però, è un problema da aggiustare. Ci sono esperienze che chiedono prima di tutto di essere sentite.
In questo senso, meditare significa anche recuperare familiarità con emozioni, fragilità e sensibilità, senza considerarle qualcosa da eliminare.
Perché la pratica, per Nicolò, non finisce quando ci si alza dal cuscino: continua nel modo in cui torniamo nel mondo, nelle relazioni e nella vita di ogni giorno.
Accanto alle pratiche di meditazione e mindfulness, Nicolò propone anche percorsi MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), dedicati allo sviluppo della consapevolezza e alla gestione dello stress.
Il lavoro attraverso la mindfulness può trovare spazio anche nei contesti professionali e aziendali, con attività rivolte a persone e gruppi che desiderano allenare una maggiore consapevolezza e capacità di regolare l’attenzione nella quotidianità lavorativa.
Anche in questi contesti, l’obiettivo non è semplicemente cercare una pausa dallo stress, ma coltivare strumenti e modalità di presenza che possano essere integrate nella vita di ogni giorno.




