Stefano Capasso è Counselor Gestaltico a Roma e online, con una formazione in Gestalt Counseling a mediazione artistica. Musicista e videomaker, ha costruito un approccio in cui parole, immagini, musica e linguaggi creativi possono diventare strumenti per conoscersi meglio, attraversare momenti di cambiamento e ritrovare una direzione.
Nel suo lavoro accompagna sia chi attraversa momenti di cambiamento e ricerca personale, sia creativi, musicisti, videomaker, fotografi e professionisti che si trovano ad affrontare un blocco creativo, tra perdita di motivazione, dubbi, tentativi e pause, per aiutarli a ritrovare fiducia e una nuova direzione.
Il percorso di Stefano unisce ambiti che oggi dialogano direttamente nel suo modo di lavorare.
Si è formato nel Gestalt Counseling a mediazione artistica presso A.S.P.I.C., approfondendo l’utilizzo dei linguaggi creativi all’interno della relazione di counseling.
Il suo percorso accademico approfondisce ulteriormente il rapporto con l’immagine e il suono: è laureato al D.A.M.S. dell’Università Roma Tre e ha conseguito la Laurea Magistrale in Cinema, Spettacolo e Produzione Multimediale.
La musica completa questo intreccio di competenze. Stefano ha infatti conseguito un Master di II livello in Film and Videogame Music Composition presso l’Università di Roma Tor Vergata, portando avanti parallelamente la propria esperienza come musicista e videomaker.
È proprio dall’incontro tra queste esperienze che nasce il suo approccio al counseling creativo: musica, cinema, immagini e altri linguaggi artistici non vengono utilizzati come semplici stimoli, ma fanno parte di un territorio che Stefano conosce anche dall’interno, come autore e professionista creativo.
Nel counseling creativo Stefano può utilizzare musica, immagini, video e momenti di silenzio, scegliendo gli strumenti in relazione alla persona e a ciò che emerge durante il percorso.
Una fotografia può suggerire qualcosa che non avevamo ancora formulato. Una musica può accompagnare l’ascolto di un’emozione. Un’immagine può offrire un punto di partenza diverso per raccontare ciò che stiamo vivendo.
Non servono competenze artistiche: l’obiettivo non è produrre qualcosa di bello, ma aprire modalità differenti per osservare se stessi e la propria esperienza.
Uno degli ambiti su cui Stefano ha scelto di concentrarsi è il blocco creativo.
Un progetto che non riusciamo a terminare. Un’idea continuamente rimessa in discussione. La paura del giudizio. Troppe possibilità tra cui scegliere.
Oppure la sensazione di non essere mai abbastanza soddisfatti di ciò che facciamo.
Per Stefano non tutte le pause sono necessariamente un problema. Alcune servono a far sedimentare un’idea o a cambiare prospettiva. La difficoltà può nascere quando alla pausa si aggiungono pressione, confronto continuo o perdita di fiducia nelle proprie capacità.
Il percorso non cerca quindi di “produrre di più”, ma di comprendere cosa sta interrompendo il processo e individuare un passo concreto che permetta di rimetterlo in movimento.
Il lavoro di Stefano non riguarda soltanto chi svolge una professione creativa.
Ci sono momenti in cui ci si sente fermi anche nella vita: una scelta che continuiamo a rimandare, una direzione che non sentiamo più nostra o semplicemente la percezione che qualcosa stia cambiando senza riuscire ancora a definirlo.
Nel suo modo di raccontare la crescita personale ritorna un’idea interessante: conoscersi non significa trovare una definizione definitiva di sé, ma accorgersi di ciò che cambia mentre facciamo esperienza.
Provare, sbagliare, correggere la direzione e perfino decidere di lasciare una strada possono diventare modi per comprendere meglio ciò che desideriamo. Testo incollato
Anche il modo in cui Stefano lavora online racconta qualcosa del suo approccio.
Non trovando uno strumento che rispondesse alle sue esigenze, ha costruito personalmente un ambiente digitale per le sessioni, integrando lavagna grafica condivisa, immagini, video e musica.
È un dettaglio che racconta bene anche la sua filosofia: non aspettare necessariamente lo strumento perfetto, ma partire da ciò che abbiamo e trovare una possibilità per andare avanti.




